Carlo Troilo (Associazione Coscioni): Parlamento inerte sul fine vita

Articolo di HEALTHDESK.it

di Sabrina Valletta – «Sono passati quasi 250 giorni dal deposito in Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione della eutanasia presentata dall’Associazione Luca Coscioni, sette mesi dall’incontro con il presidente della Camera, Laura Boldrini, che promise ai dirigenti dell’Associazione di impegnarsi per la modifica dei regolamenti parlamentari per rendere certo l’esame delle leggi di iniziativa popolare, due mesi dal giorno in cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera indirizzata a me con l’invito a renderla pubblica,  ha richiamato l’attenzione del Parlamento sulla necessità di “non eludere un sereno e approfondito confronto  di idee su questo argomento”». A denunciare l’inerzia del Parlamento italiano di fronte all’urgenza di avere una legge sull’eutanasia «per fermare la strage degli innocenti» è Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni.

«Nulla si è mosso in Aula e nelle Commissioni competenti. Intendo denunciare questa inerzia del Parlamento. E lo faccio assieme a Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli, Luciana Castellina, compagna di Lucio Magri e al figlio di Carlo Lizzani, Francesco: tre persone che hanno vissuto come me il dramma del suicidio di un familiare e che hanno voluto denunciare, insieme a me, l’impossibilità in Italia di ottenere una morte dignitosa abbattendo il tabù dell’eutanasia. Per questo domani, 21 maggio, Marco Cappato, promotore della campagna EutanaSiaLegale e Matteo Mainardi, coordinatore della campagna, saranno a Piazza Montecitorio per la decima settimana consecutiva per denunciare il silenzio sul fine vita», conclude Troilo.

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