Walk-around per la legalizzazione

Articolo pubblicato a pagina 15 de il manifesto

A seguito dell’appello lanciato da Eleonora Cardogna la scorsa settimana su questa rubrica, dal sud al nord Italia decine di federazioni provinciali dei Giovani Democratici hanno deciso di aderire alla campagna per la legalizzazione dell’eutanasia e la regolamentazione del testamento biologico.

Avviata dall’Associazione Luca Coscioni che ha depositato oltre 67.000 firme il 13 settembre 2013 raccolte su una proposta di legge di iniziativa popolare, la campagna per la legalizzazione dell’eutanasia attende indiscussa alla Camera dei Deputati da 351 giorni. Un anno pieno di importanti eventi: dall’incontro con Laura Boldrini alla lettera aperta del Presidente Napolitano, dal sostegno di Vasco Rossi alle “confessioni” del professor Saba di Cagliari. E ora anche il coordinatore nazionale della federazione giovanile del Pd, Andrea Baldini, che ringraziando l’organizzazione milanese ha detto: «Penso che se questa stagione serve veramente a cambiare l’Italia, è proprio ora che temi spinosi come quello dell’eutanasia devono essere presi in mano. E che lo facciano i Giovani Democratici a nome di una nuova generazione è qualcosa di straordinario».

Di fronte all’attivismo dei cittadini e delle associazioni, manca ancora il coraggio dei partiti presenti in Parlamento. A lanciare per settembre una serie di manifestazioni in 100 città italiane è Mina Welby: «Come prima firmataria, ritengo necessaria una legge che regolamenti le scelte di fine vita. Non voglio che la politica continui a far tacere a morte i cittadini che in condizioni di estreme sofferenze chiedono di essere sollevati dal dover vivere in un modo secondo loro non dignitoso. Chiedo che la legge sia calendarizzata, che si dibatta in pubblico seriamente. Le difficoltà sia per i pazienti che per i medici sono un urgente problema sociale». Per questo Mina Welby si è impegnata a camminare per 20 ore consecutive, dalle 16 dell’11 settembre alle 12 dell’indomani, intorno a Governo e Parlamento: «È la mia forma di Satyagraha, per provare ad essere convincente forza di amore a partire dal mio corpo, come lo furono Luca Coscioni e Piero Welby. Lo devo a loro, che prima di me in condizioni di vita in estrema precarietà hanno lottato fino all’ultimo respiro per me, per voi, per tutti, per chi capisce, per chi non vuol capire. Vi aspetto».

Matteo Mainardi, coordinamento@eutanasialegale.lt

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