Eutanasia e pdl. 108 parlamentari ne chiedono la discussione. La storia di Massimo Fainelli

Articolo pubblicato su ADUC Salute

“In un anno sono triplicati i parlamentari a favore della discussione della proposta di legge di iniziativa popolare sul testamento biologico e l’eutanasia, passando 35 a 108”. A dirlo è il coordinatore della campagna Eutanasia Legale Matteo Mainardi. A trainare le adesioni, la storia di Massimo Fanelli, che viaggia sul web e sui social, mentre la proposta di iniziativa popolare sul fine vita giace in Parlamento da quasi due anni. “Il mio momento non è arrivato perché devo ancora combattere questa battaglia”, spiega Max attraverso il sintetizzatore vocale che interpreta i movimenti della sua pupilla. Malato di Sla, paralizzato in tutto il corpo, alimentato e idratato artificialmente, tracheotomizzato, riesce a comunicare solo così e “sta perdendo anche quella possibilità”, spiega all’ANSA la moglie Monica Olioso. “La sua è stata una vita dedicata agli altri anche prima della malattia”, aggiunge. “L’eutanasia è un atto di umanità”, commenta Mina Welby. “La proposta di legge presentata da oltre 70.000 italiani vuole lasciare libero il malato di scegliere se accettare respirazione, alimentazione e idratazione artificiale senza patire l’agonia di dover morire di fame, di sete o soffocato. Prevede infatti l’autorizzazione del medico a sedarlo per non fargli sentire più nulla. Come è stato per mio marito Piergiorgio, che ha impiegato 40 minuti per morire ma, grazie al coraggio del professor Mario Riccio, che è andato contro la legge italiana per aiutarlo, non ha sofferto”.

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