Eutanasia. Radicali c'e' chi rema contro una buona legge

Articolo pubblicato su ADUC Salute.

“Sono trascorsi ormai 7 anni dalla morte di Eluana Englaro, rimasta in stato vegetativo per ben 17 anni, e dalla battaglia giuridica del padre Beppino. Sono trascorsi ormai anche 2 anni dalla morte di Paolo Ravasin, attivista radicale malato di SLA che affidò al web il suo testamento biologico”. Lo ricorda Marco Cappato, in una nota a nome dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato Eutanasia Legale, commentando l’avvio dell’iter parlamentare della proposta di legge sul biotestamento. “In questi anni – spiega Cappato – abbiamo raccolto oltre 100mila adesioni su una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico, abbiamo coinvolto oltre 70 personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, abbiamo promosso manifestazioni e convegni sollecitando il Parlamento a discuterne per legiferare. Con la nostra iniziativa siamo finalmente riusciti ad avviare una discussione alla Camera dei Deputati”. “Il 4 febbraio – prosegue – la Commissione Affari Sociali ha avviato la discussione sul testamento biologico, dove c’è già chi lavora contro la possibilità di arrivare a una buona legge. A partire dal 2 marzo, per la prima volta nella storia repubblicana, inizierà la discussione sulla legalizzazione dell’eutanasia. Per un buon risultato, sarà determinante conquistare un’adeguata informazione dei cittadini sul dibattito parlamentare. Per questo, Matteo Mainardi il Coordinatore della campagna, fornirà puntuale sintesi di ciascuna riunione, con rimando al processo verbale”.
L’Associazione Coscioni ha divulgato un resoconto di sintesi realizzato da Matteo Mainardi della prima discussione in Commissione sul biotestamento. La relatrice Lenzi (PD) vorrebbe arrivare a una legislazione di principio, a un “diritto mite” che non pretenda di regolamentare ogni singolo atto medico. Essendo un’iniziativa parlamentare, non c’è un’esplicita scelta del Governo. I voti sui singoli emendamenti saranno palesi in Commissione ma probabilmente quasi tutti segreti in Aula. Ognuno sarà solo nella decisione. Si userà come filo conduttore il testo presentato da Murer (PD). A differenza delle altre, le proposte di Roccella (Misto) e Binetti (AP) vietano l’inserimento nelle DAT di indicazioni riguardanti alimentazione e idratazione, che devono essere mantenute fino al termine della vita. Sempre Roccella e Binetti prevedono che il medico possa non seguire gli orientamenti espressi dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento. In tale caso il medico è tenuto a sentire il fiduciario o i familiari e ad esprimere la sua decisione motivandola in modo approfondito e sottoscrivendola sulla cartella clinica o altro un documento scritto, che è allegato alla dichiarazione anticipata di trattamento. In ogni caso il medico non può prendere in considerazione orientamenti volti a cagionare la morte del paziente. Amato (PD) dice che l`esame delle proposte di legge in discussione richiederebbe la predisposizione di una sorta di glossario che consentirebbe di affrontare in modo adeguato le varie questioni. Roccella avanza alla Commissione la proposta di separare il tema del consenso informato da quello delle dichiarazioni anticipate di trattamento, evidenziando come queste ultime siano la contraddizione del consenso informato, rispetto al quale nel nostro ordinamento non esiste alcuna normativa. Nicchi (SI-SEL) chiede se abbia senso procedere separatamente all`esame della proposta di legge in oggetto e a quelle in materia di eutanasia, considerata l`affinità dei temi, talmente contigui da non consentire, a suo avviso, di concepire una netta separazione. Le risponde il presidente Marazziti (DS-CD) dicendo che le proposte sull’eutanasia sono state assegnate dalla presidenza della Camera alle Commissioni riunite II e XII in quanto contengono delle norme di rilievo penale, ciò giustifica la scelta compiuta in fase di assegnazione.

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