Testamento biologico: si è tenuta una Commissione a porte chiuse

Newsletter della campagna Eutanasia Legale

RESOCONTO DELLA XIV RIUNIONE
SUL TESTAMENTO BIOLOGICO DELLA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

di Matteo Mainardi

Il dibattito popolare sull’eutanasia continua ad alimentarsi e crescere. E’ in questo contesto che il Parlamento, dopo la prima seduta del 3 marzo, ha smesso di trattare il tema. Una sola e unica seduta quindi. Se si dovesse rimandare ancora la trattazione della proposta di legge di iniziativa popolare, ci troveremmo davanti all’ennesima presa in giro delle istituzioni nei confronti di 105mila cittadini.

Intanto continuano le audizioni in Commissione Affari Sociali sulle Direttive Anticipate di Trattamento (DAT). Nella giornata di ieri, 31 marzo, dopo l’abbinamento di due nuove proposte di legge – quella di Nizzi (FI-PDL eletto in Sardegna) e Iori (PD eletta in Emilia Romagna) – si è tenuta la terza giornata di audizioni. Anche qui lo scenario è fosco. Seppur la vicepresidente Sbrollini (PD eletta nella circoscrizione Veneto 1) abbia comunicato la pubblicità dei lavori, questi non sono stati trasmessi in diretta dalla Tv ufficiale della Camera, né è possibile leggere ancora lo stenografico della seduta. Speriamo questo sarà disponibile nelle prossime.

Della seduta di ieri sappiamo solo che sono stati auditi Carlo Petrini, responsabile dell’Unità di bioetica dell’Istituto superiore di sanità, Antonio Corcione, presidente della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, Alberto Giannini, componente del gruppo studio di bioetica della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, e Paolo Arbarello, presidente della Società italiana di medicina legale e della assicurazioni. Oltre a ciò sappiamo anche che Amato (PD eletta in Abruzzo), Mantero (M5S eletto in Liguria) e Carnevali (PD eletta nella circoscrizione Lombardia 2) sono intervenuti per formulare quesiti. Nulla di più.

L’Associazione Luca Coscioni nel frattempo, nelle persone di Filomena Gallo, Marco Cappato e Mina Welbyha chiesto alla RAI di farsi viva per onorare il proprio servizio pubblico, al momento del tutto disatteso.

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