Biotestamento, scontro sull'eutanasia: la legge slitta di un'altra settimana

Articolo pubblicato su IlMessaggero.it

E’ ripreso nell’aula della Camera l’esame del ddl sul biotestamento. Ieri, arrivati alla votazione del decimo emendamento all’articolo 1 (“evitare l’accanimento terapeutico nei trattamenti sanitari”) della legge sul biotestamento, in aula si accende lo scontro dialettico sull’eutanasia. E il testo slitta con grande probabilità alla prossima settimana, visto che oggi avrà la precedenza il ddl sui voucher. Ma è chiaro che il rinvio è frutto della tensioen che il ddl continua a generare tra le forze politiche

Il testo in discussione non prevede l’eutanasia, anzi, secondo il fronte che sostiene il provvedimento, lo esclude tassativamente.  Invece, a parere di Lega, Fdi, Udc e diversi deputati cattolici della maggioranza, il testo è ambiguo e non vieta in termini chiari e inequivocabili l’accesso all’eutanasia, attraverso l’interruzione dell’idratazione e alimentazione artificiali.  «Questa è una gallina – ha dichiarato Alessandro Pagano (Fdi) parlando in modo pittoresco del ddl – ma si è deciso per legge di chiamarla gatto e allora tutti fanno miao. Questa è una legge sull’eutanasia ma per ipocrisia e debolezza non lo si vuole dire. Noi vogliamo un voto chiaro e esplicito perché vogliamo punire chi istiga al suicidio».

«Noi – ha obiettato Monica Gregori (Mdp) – non stiamo uccidendo le persone facendole morire di fame e di sete, ma stiamo semplicemente prevedendo le disposizioni affinché una persona possa decidere in piena autonomia e libertà di mettere fine al trattamento sanitario e di interrompere di conseguenza le pratiche artificiali di idratazione e alimentazione, pratiche che rientrano in un piano terapeutico».  «La scorsa settimana – ha ricordato Gianluigi Gigli, deputato Ds-Cd – ad Avezzano è morta in modo naturale una donna che era stata in coma per 29 anni, senza alcun tipo di intervento. In casi come questi sospendere l’idratazione è la nutrizione equivale a fare un intervento di eutanasia omissiva. Chiamatela come volete ma questa è eutanasia».  

«Noi escludiamo totalmente l’eutanasia – ha osservato Giovanni Burtone, che prima di diventare deputato Pd faceva il cardiologo e medico legale – questo emendamento non è assolutamente necessario», ha detto riferendosi alla proposta di modifica presentata da Alessandro Pagano. «Mi sembra una legge sull’eutanasia ma fatta male. Non avendo il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, questa inedita maggioranza apre uno spiraglio per fare entrare l’eutanasia omissiva», ha concluso il deputato Udc, Rocco Buttiglione.

Mobilitazione in piazza sabato 8 aprile a Milano, Roma, Firenze, Bologna e altre 12 città per informare i cittadini sull’iter del biotestamento in Parlamento. Le manifestazioni sono state organizzate dall’Associazione Luca Coscioni. Ai sit-in ci saranno anche medici, infermieri e operatori sanitari, per chiedere l’approvazione della legge sul testamento biologico, e notai, per informare i cittadini e consentire di autenticare gratuitamente le disposizioni anticipate di trattamento. «Nonostante l’ostruzionismo della politica la nostra battaglia continua», dicono Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, e Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia Legale, «è importante che la gente sia informata sui diritti che ha e su come tutelarli».

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