Testamento biologico, come fare nel Comune di Pisa

Articolo di Riccardo Del Lungo pubblicato su Pisa Today

Rilancia l’attività a Pisa l’Associazione Luca Coscioni, che ospiterà in un incontro il 26 aprile anche Mina Welby

Il testamento biologico, o per meglio dire le ‘Disposizioni anticipate di trattamento‘ (Dat), sono legge. Dal 16 gennaio di quest’anno infatti ogni cittadino maggiorenne, capace di intendere e di volere, può “in previsione di un’eventuale futura incapacità” dare disposizioni esprimendo “il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari”. E può indicare inoltre “una persona di sua fiducia, denominata ‘fiduciario’, che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie”.

Si tratta di un diritto, una scelta che i cittadini pisani possono fare rivolgendosi all’ufficio di Stato Civile. E’ stato lungo il processo per arrivare a questa previsione, con ancora dibattuti, nel panorama nazionale, casi diversi ma rilevanti come l’eutanasia. Sul tema ‘fine vita’ ha deciso di rilanciarsi la cellula pisana dell’Associazione Luca Coscioni, che ha promosso stamani 19 aprile a Palazzo Gambacorti le due prossime iniziative di confronto e sensibilizzazione.

“Stiamo ricostituendo il gruppo di lavoro – ha detto Luca Pisani – e ci fa molto piacere che ci siano tante adesioni di giovani, fra i 20 ed i 30 anni”. Il primo appuntamento in ordine di tempo è il 21 aprile, in occasione della giornata nazionale del testamento biologico. Anche a Pisa sarà previsto un banchetto informativo, in Largo Ciro Menotti, dalle 15.30 alle 19.30. “Lo scopo – prosegue Luca – è informare le persone su quello che oggi è un diritto, dare le indicazioni concrete e spingere per la reale applicazione. Il nostro Paese si sta mettendo al passo coi tempi, ma restano comunque impostazioni dogmatiche da superare”.

Il 26 aprile sarà la volta della presentazione del libro ‘Testamento Biologico e consenso informativo’, scritto da Matteo Mainardi, Coordinatore del Comitato ‘Eutanasia Legale’. Monografia sul ‘fine vita’, affronta anche i casi giudiziari sul tema, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla legge. La prefazione è di Mina Welby, che sarà presente allo stesso incontro, previsto in Sala delle Baleari del Comune alle ore 18. Gli altri due relatori saranno l’autore del libro ed il vicesindaco Paolo Ghezzi.

“Parliamo di obiettivi politici – ha spiegato Enrico Stampacchia, passato e prossimo presidente pisano dell’Associazione Luca Coscioni – perché a lungo è mancata una normativa ed ancora la battaglia non è finita. L’aggiornamento normativo è un aspetto necessario, perché al pari si deve rispondere alle novità scientifiche ed alle situazioni che si possono creare, vedi lo stato vegetativo di un paziente. Va tutto riportato alla scelta dell’individuo, con la possibilità di intervento del fiduciario. E’ una legge laica. Così come la ricerca dovrebbe essere libera, per permettere lo sviluppo della medicina”.

Il Comune di Pisa già nel 2009 aveva previsto un registro per le dichiarazioni sul trattamento: “Da tempo ci siamo mobilitati con iniziative di sensibilizzazione e dibattito – ha ricordato l’assessore Federico Eligi – Pisa è una città laica, lo sappiamo. Dobbiamo dare atto alla ormai passata legislatura di aver raggiunto questo obiettivo, anche se poi credo sia stato un errore vergognoso per il Governo costituirsi parte civile nel processo contro Marco Cappato, per il caso di Dj Fabo. Purtroppo per superare certe difficoltà dobbiamo contare sul sacrificio dei singoli, e se siamo arrivati alle regole di oggi lo dobbiamo all’impegno di chi ci mette la faccia, come l’Associazione Luca Coscioni”.

Testamento biologico a Pisa: come fare

I cittadini devono rivolgersi all’ufficio di Stato Civile e fissare un appuntamento telefonando ai numeri 050.910606/050.910756 o mandando un’email a m.raffaele@comune.pisa.it. Il giorno di ricevimento è il martedì dalle 9 alle 12. L’ufficio è legittimato a ricevere esclusivamente le ‘Dat’ consegnate personalmente dal disponente residente nel Comune, recanti la sua firma autografa. Coloro che avessero già depositato le ‘Dat’ prima dell’entrata in vigore della legge non devono fare nulla perché a quei documenti si applicano le disposizioni della medesima legge. 

L’ufficiale di Stato Civile non partecipa alla redazione delle ‘Dat’ e neanche fornisce informazioni o avvisi in merito al contenuto. Se si volessero indicazioni su come scriverle, ci si può rivolgere al medico curante o a soggetti competenti. Le ‘Dat’ devono essere consegnate in busta chiusa, che viene numerata e sigillata; il numero viene annotato sul registro debitamente predisposto. L’ufficio ha predisposto un modulo che il cittadino deve compilare in presenza di un Ufficiale di Stato Civile del Comune, in cui indica i suoi dati anagrafici e gli estremi di un documento che il cittadino deve portare e presentare in ufficio.“

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