Varese, nasce la prima cellula territoriale dell’Associazione Luca Coscioni

Articolo pubblicato Luinotizie.it

Il presidente Michael Muscolino: “Affermare con piena forza il diritto di poter decidere della propria vita, dall’inizio fino alla fine”. Domenica 14 il primo evento

Domenica 14 ottobre si terrà a Varese “#Liberifinoallafine”, il primo evento ufficiale della nuova Cellula territoriale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

L’associazione no profit di promozione sociale è stata fondata nel 2002 da Luca Coscioni, un economista affetto da sclerosi laterale amiotrofica scomparso nel 2006.

Tra le sue priorità l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, le scelte di fine vita, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita e ai cannabinoidi medici, la legalizzazione dell’eutanasia, e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.

All’evento del 14 ottobre, che si terrà alle 16 presso la Sala Montanari a Varese, prenderanno parte Matteo Mainardi, membro della giunta dell’Associazione e coordinatore della campagna Eutanasia Legale, e Massimo Rossi, avvocato cassazionista e legale di Marco Cappato al processo per il suicidio assistito di dj Fabo.

In occasione dell’iniziativa abbiamo intervistato Michael Muscolino, presidente della Cellula Coscioni di Varese, che racconta di seguito le motivazioni che lo hanno portato a fondare la sezione varesina e gli obiettivi che questa si pone per il futuro.

Come avete deciso di entrare a far parte dell’Associazione Luca Coscioni?

Ognuno di noi ha una storia di vita differente che ci ha però condotti su un cammino comune, quello della lotta per affermare i diritti civili di ciascun cittadino, che chiede a gran voce di poter decidere della propria vita e del proprio corpo. Una questione importante in Italia, dove sempre più spesso abbiamo personaggi politici e religiosi che, per la loro visione della vita, pretendono che tutti debbano sottostare ai loro dettami. Pensiamo al caso Welby, al referendum abrogativo sulla legge 40 (su procreazione assistita e ricerca sulle cellule staminali emrionali) in cui dai pulpiti delle chiese si esortò a disertare le urne, al recente processo contro Marco Cappato per aver aiutato Dj Fabo a morire dignitosamente in Svizzera, fino alle recenti critiche dell’attuale ministro On. Fontana su aborto e contraccezione. Per non parlare poi delle le percentuali di medici obiettori presenti con picchi del 95% nelle ASL nazionali. L’Italia non è un paese laico: purtroppo anche in provincia di Varese non si è liberi di poter interrompere una gravidanza indesiderata o cessare dignitosamente una condizione di vita irreversibile. Per questo sentiamo il bisogno di un nucleo locale dell’Associazione anche qui a Varese.

Quali sono le battaglie “giuste” che portate avanti? 

Più che di battaglie “giuste” parlerei di battaglie di libertà. Non parliamo di Guerre Sante ma affermare con piena forza il diritto di poter decidere della propria vita, dall’inizio fino alla fine. Portiamo avanti le cause per affermare il diritto alla libertà di ricerca scientifica, dalla libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali, alla libertà di abortire in piena sicurezza e con una corretta informazione sui metodi contraccettivi. La lotta si estende anche contro il proibizionismo di ricerca medica su sostanze psicoattive a scopo terapeutico, e un altro aspetto importante è sicuramente portare laicità e metodo scientifico all’interno delle istituzioni.

Perché avete sentito l’esigenza di far nascere una sezione varesina? 

L’idea nasce da me, attualmente il presidente della cellula territoriale varesina, per un forte desiderio di affermare principi di laicità e libertà nelle istituzioni. È semplicemente vergognoso che nel 2018 la vecchia politica fondata sul compromesso e quindi sull’immobilismo, specie nelle realtà di provincia, faccia ancora tutto questo danno sociale. Un danno fondato sulla volontà di rimanere ancorati ad un passato rassicurante e su posizioni ideologiche ormai in avanzato stato di decomposizione molto spesso più per biechi interessi personali. Una politica che guarda al futuro è una politica che guarda alla qualità della vita e al benessere del cittadino, che deve essere alla base di un paese civile e moderno.

Quali sono secondo voi le lacune della nostra provincia, in ambito sociale e di diritti civili? 

Nella nostra provincia, ma in generale in Lombardia dove da anni la sanità è in mano ai clericali, le difficoltà nell’abortire e nell’avere le corrette informazioni sulla contraccezione sono ulteriormente accentuate. Il cittadino, la donna nella fattispecie, si trova impotente di fronte ad una situazione nella quale la mancanza di aiuto e informazione è penalizzante per la persona stessa e per la sua salute.

Cosa vi proponete di fare sul territorio?

Il nostro obiettivo è unire quanti più cervelli presenti sul territorio per poter sviluppare assieme un progetto comune di informazione su temi come sessualità, libertà di ricerca scientifica, aborto e contraccezione, ma anche molti altri come la liberalizzazione delle sostanze psicoattive a scopo terapeutico. Ovviamente proponiamo anche iniziative volte a risvegliare l’opinione pubblica, come tavoli informativi e raccolta firme per appelli e proposte di legge di iniziativa popolare come la campagna “Aborto Al Sicuro” che partirà a breve.

Cercherete di confrontarvi con le associazioni, le realtà ed i comuni del territorio?  

Sarà fondamentale il confronto e la collaborazione con le realtà locali. Recentemente abbiamo avuto l’occasione di incontrare figure del mondo universitario di Uninsubria e proporre una collaborazione su temi cruciali in materia di bioetica e contiamo di coinvolgere quante più realtà accademiche possibili. Cercheremo di coinvolgere anche sindaci, assessori e consiglieri comunali, affinché le singole realtà locali si facciano veramente portavoce delle libertà fondamentali che caratterizzano lo stato di diritto.

Per maggiori informazioni sull’evento del 14 ottobre e tutte le attività future è possibile seguire la pagina Facebook della Cellula Coscioni di Varese.

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