Europa 2019, un impegno da concordare

Articolo di Davide Amadori pubblicato su Radicali.it

Rilancio quanto detto da Matteo Mainardi nel suo intervento. Vorrei ampliare il dibattito, oltre all’elezione diretta del Presidente della Commissione Europea, anche ad altre innovazioni della democrazia europea che si sono accumulate col tempo, tra cui mi sento di citare una riforma elettorale del parlamento europeo che introduca la circoscrizione unica europea con liste transnazionali e l’introduzione di referendum europei confermativi e abrogativi. Iniziative di riforma indipendenti ma parallele, che dovrebbero formare un pacchetto iniziale da proporre alle altre forze politiche dei paesi europei affinchè possano integrarle e includerle nei programmi elettorali per le elezioni europee dell’anno prossimo. Per quanto, allo stato attuale, sia alto il rischio di vedere un parlamento europeo dominato da sovranisti ed euroscettici, vedo anche segnali positivi: la recente affermazione dei verdi in Baviera, i successi dei socialisti in Spagna e Portogallo, il patto di governo tra Merkel e Schultz per gli Stati Uniti d’Europa 2025, la vittoria di Macron (per quanto ad ora si sia impegnato a rafforzare la sola Francia nell’UE) e la nascita di movimenti transnazionali come Volt e Diem25 ci mostrano come, per principio di azione-reazione, l’aggregazione dei sovranisti stia alimentando l’embrione di una risposta federalista, vincendo gli indugi di tanti che solo un paio d’anni fa avremmo definito “eurotimidi”; se questi partiti e movimenti non avranno forze decisive all’interno del prossimo parlamento europeo, potremmo perlomeno contare su di loro su delle iniziative extraparlamentari.

Ebbene la risposta federalista deve essere coordinata da una rete di iniziative comuni, in riflesso al vituperato “The movement” di Steve Bannon, capace di stringere sull’idea di Europa anche quelle forze che non appartengono alla famiglia più stretta dei Liberali ma che si riconoscono comunque nell’obbiettivo degli stati uniti d’Europa. La forza di questa rete dovrà essere testata in previsione di uno scopo finale: una Costituente Europea che trasformi le istituzioni UE nella casa comune di tutte le sensibilità politiche.

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