Libertà e benessere hanno bisogno di ricerca scientifica

Articolo pubblicato sul blog di Matteo Mainardi sul sito dell’Associazione Luca Coscioni

L’investimento in scienza e tecnologia è uno degli elementi chiave per lo sviluppo economico, sociale e culturale di un Paese.

Il CNR, in uno studio della primavera 2018, analizza la spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) in rapporto al PIL in diversi Paesi.
Guardando la sola Unione Europea, se Germania e Francia si attestano sopra la media UE a 28, l’Italia resta ben al di sotto della media (1,33% nel 2015). “Una crescita così poco consistente dell’Italia impedisce qualsiasi allineamento con i maggiori Paesi europei e rende molto difficile la possibilità che il nostro Paese sia in grado di onorare gli impegni assunti rispetto al trattato di Lisbona, che poneva l’obiettivo di un investimento in R&S pari all’1,53% del PIL”, è il commento del CNR (qui la situazione dei diversi Paesi rispetto agli obiettivi connessi alla strategia di Lisbona).

Spesa per R&S in rapporto al PIL

Altro dato da non sottovalutare è il volume assoluto dei finanziamenti, poiché diversi studi hanno mostrato l’esistenza di un legame consistente tra il livello delle risorse investite e le performance di ricerca. Nel periodo 2000-2015 i dati mostrano un progressivo aumento della spesa per Ricerca e Sviluppo nell’UE a 28. Tra gli Stati membri si distinguono la Germania (101.681 milioni di dollari investiti nel 2015) e la Francia (54.500 milioni di dollari). Anche qui, Italia fuori dal podio con 26.809 milioni di dollari investiti.

Se si confronta la variazione media annua del finanziamento per R&S, l’aumento più significativo in ambito europeo si evidenzia in Spagna, che dal 2000 incrementa la spesa del 3,61%, “incremento che tuttavia deve essere collegato al livello basso di spesa per R&S del Paese”, spiega il CNR. A seguire, ancora la Germania (2,50% in linea con la media UE a 28). L’Italia, nonostante lo scarso livello di finanziamento di partenza, non riesce a mantenere una crescita che consenta di ridurre le distanze con gli altri paesi europei. La variazione media annua è dell’1,88%.

Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono un fattore cruciale per migliorare il benessere ed espandere la libertà delle future generazioni. Il ruolo delle istituzioni pubbliche è fondamentale sia per garantire regole che incentivino la ricerca pubblica e privata, sia per assicurare un adeguato finanziamento ai progetti, in particolare per la ricerca di base. Purtroppo, nonostante il consenso generale sull’importanza della ricerca e sulle carenze del sistema Italia, come abbiamo visto dai dati precedenti quando giunge il momento di decidere sul bilancio dello Stato gli investimenti in conoscenza non riescono ad affermarsi come prioritari.

Di tutto questo parleremo il 20 febbraio, dalle 14.30 alle 17.30, al convegno internazionale “Lo Stato della Ricerca in Italia: libertà e finanziamenti” in Sala “Parlamentino” presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) in Viale David Lubin 2, Roma. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti previa registrazione.

Per accreditarsi è necessario mandare nome e cognome all’indirizzo email info@associazionelucacoscioni.it

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