Eutanasia: un’altra settimana sprecata. Mobilitiamoci

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Oltre un mese dopo l’inizio della discussione della proposta di legge per la legalizzazione dell’eutanasia, possiamo dire che la discussione non è mai realmente iniziata. In 34 giorni i parlamentari sono stati impegnati sul tema per un tempo che, sommato, non supera le tre ore.

Il Presidente della Camera Roberto Fico continua a fare dichiarazioni di apertura al tema senza che poi si passi mai ai fatti, mentre i parlamentari di qualsiasi schieramento sembrano essere assorbiti solo nell’attaccare o difendere le iniziative del Governo, trascurando -nell’inerzia dei media- le iniziative popolari.

Tutto questo succede a due anni esatti dalla morte di Dj Fabo. Se nel 2017 il suo messaggio spinse il Parlamento a legiferare sul Testamento biologico, oggi un Parlamento di diverso colore politico mette a rischio anche quella conquista.

Fabo fu accompagnato in Svizzera da Marco Cappato, che accolse la sua richiesta di aiuto al suicidio assistito. Un atto di disobbedienza civile per il quale rischia ancora fino a 12 anni di carcere, perché nel nostro paese l’art. 580 del codice penale configura questo aiuto come reato. L’intento della disobbedienza civile era ed è quello di chiamare i giudici a valutare l’azione alla luce delle tutele costituzionali e di attirare l’attenzione della politica sul “vuoto di tutele” costituzionali di cui sono vittima le persone malate. Governo, Camera e Senato, come richiesto con forza dalla Corte Costituzionale, hanno ora tempo fino al 24 settembre per normare la questione.

Non ci possiamo fermare al grande risultato ottenuto con la disobbedienza civile di Marco Cappato. Per questo, il 22, 23 e 24 marzo 2019 ci mobiliteremo in tutta Italia per sensibilizzare i cittadini e raccogliere firme per la rapida discussione della legge sull’Eutanasia Legale.

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