Zingaretti su eutanasia e cannabis: bene ma non benissimo.

Articolo pubblicato sul blog di Matteo Mainardi sul sito dell’Associazione Luca Coscioni

Il segretario PD è intervenuto ieri sera a Corriere della Sera Tv. Antiproibizionista sull’eutanasia, proibizionista sulla cannabis.

Nicola Zingaretti, neoeletto segretario del Partito Democratico, esprime le sue posizioni su due proposte di legge di iniziativa popolare promosse, tra gli altri, dall’Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani. Interviene infatti sul fine vita, in particolare sulla legalizzazione dell’eutanasia così come richiesto anche dalla Corte costituzionale, e sul tema della legalizzazione della cannabis.

Sul primo tema dichiara: “Penso e spero che si faccia una legge sul fine vita, che preveda anche l’eutanasia“. Un plauso dunque al segretario dem, ma al tempo stesso dobbiamo evidenziare come “pensare” e “sperare” non sono due azioni utili all’approvazione di una legge. Il Partito Democratico, così come tutti gli altri gruppi parlamentari, all’ultima riunione dei capigruppo alla Camera ha deciso di eliminare la discussione della legge sull’eutanasia dalla programmazione dell’Aula di maggio e Zingaretti, sollecitato da Marco Cappato e Filomena Gallo, e successivamente da Mina Welby, Carlo Troilo e il sottoscritto, non ha ritenuto finora di dover rispondere all’Associazione Luca Coscioni che da mesi cerca un aiuto anche da parte del partito di cui attualmente è a capo.
Confidiamo che nella prossima intervista Zingaretti possa dichiarare: “Stiamo lavorando per una legge sul fine vita, che preveda anche l’eutanasia“.

Sul secondo tema, quello della legalizzazione della cannabis, Nicola Zingaretti insegue invece il Ministro Salvini. Nonostante osservi come l’azione del Ministro degli Interni sulla cannabis light sia “l’ennesima bomba di distrazione di massa lanciata nella testa degli italiani“, non può fare a meno di aggiungere: “Non sono mai stato a favore della legalizzazione“.

Salvini oggi ha un alleato in più. Confidiamo nei parlamentari del Partito Democratico per spiegare al proprio Segretario le ragioni dell’antiproibizionismo.

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