Speranza: "Entro dicembre il decreto per il biotestamento"

Articolo di Michele Bocci pubblicato su Repubblica.it

Il ministro alla Salute annuncia l’atto che darà il via alla banca dati delle Dat, disposizioni anticipate di trattamento dei cittadini depositate alle Asl, ai Comuni o dai notai.

Adesso c’è una data, da non superare. Il decreto per dare il via alla banca dati delle Dat (disposizioni anticipate di trattamento) verrà fatto dal ministero alla Salute entro il prossimo 16 dicembre. Lo ha detto durante il question time alla Camera il ministro Roberto Speranza.

La banca dati è fondamentale per applicare davvero il biotestamento, perché rende possibile far conoscere ai medici che devono predere decisioni su un paziente incapace di esprimersi quali sono le sue volontà. Il 16 dicembre è la data in cui è prevista l’udienza al Tar del Lazio per la mancata istituzione di quello strumento informatico. “È mia intenzione – ha detto Speranza – fare quanto in mio potere per dare piena attuazione alla norma, il prima possibile. Siamo alle battute finali di un complesso iter procedurale e sono già state avviate le procedure per l’istituzione della banca nazionale Dat attraverso l’attribuzione di un contratto specifico, grazie all’impiego dei due milioni di euro stanziati da legge finanziaria 2018”. Filomena Gallo e Matteo Mainardi, segretario e membro della giunta dell’Associazione Luca Coscioni, ringraziano Speranza: “Accogliamo positivamente le sue parole”.

La legge sul biotestamento è stata approvata il 22 dicembre 2017. Al momento però è come se non ci fosse, proprio perché manca la banca dati. Il problema principale non ha a che fare con la raccolta delle Dat (anche se ci sono difficoltà anche in questa fase), che possono essere depositate all’anagrafe di molti Comuni, alle Asl o presso i notai. Ciò che blocca tutto è che non c’è il grande registro dove vanno custodite le dichiarazioni presentate dai cittadini. Non sono messe in rete e quindi i medici difficilmente, a meno che non sia presente un fiduciario, possono conoscere le volontà di chi hanno in cura ad esempio su una pratica come l’intubazione. A rallentare il via libera alla banca dati ci sono stati problemi di privacy, poi risolti d’accordo con il Garante, oltre a una serie di passaggi al ministero degli Interni. La firma di Speranza sul decreto potrebbe chiudere questa lunga vicenda.

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