56 persone da gennaio ci hanno chiesto aiuto per la Svizzera

Newsletter Eutanasia Legale – Sono 56 le persone che dall’inizio dell’anno ad oggi abbiamo aiutato con informazioni sull’eutanasia. Centinaia e centinaia le persone che abbiamo indirizzato verso le cure palliative. Alcune di loro hanno optato per la sedazione palliativa profonda, diritto che abbiamo conquistato nel 2018.

Cappato assolto. Il suicidio assistito ora è legale. A febbraio riprendono i processi

Newsletter Eutanasia Legale – Abbiamo alle spalle il 2019 con il suo carico di vittorie per la campagna Eutanasia Legale: l’apertura da parte della Corte costituzionale al suicidio medicalmente assistito, la firma dei decreti per la Banca dati nazionale dei Testamenti biologici, le prime sentenze dei tribunali che autorizzano gli amministratori di sostegno a far valere la volontà pregressa della persona anche in assenza di una DAT.

La sentenza della Corte costituzionale: «In casi come Dj Fabo l’aiuto al suicidio non è punibile»

Linkiesta – «È bene ricordare che l’ipotesi dell’istigazione al suicidio per Marco Cappato era già stata eliminata», specifica Mainardi. «Ora il giudice di Milano valuterà sulla base della sentenza della Corte costituzionale; ma alla luce di questo comunicato si vede un’assoluzione piena».

La fila dei 761 italiani pronti alla "dolce morte". Ma i medici si dividono.

il Giornale – Matteo Mainardi coordinatore della campagna Eutanasia legale racconta che l’anno di svolta è stato il 2015, quando Marco Cappato insieme Mina Welby (moglie di Piergiorgio ammalato di distrofia muscolare scomparso nel 2006, quando chiese di essere scollegato dalla macchina che gli consentiva di respirare) annunciarono la disobbedienza civile.

Ogni mese un lombardo va in Svizzera per uccidersi

IL GIORNO – «Sono 540 le persone che si sono rivolte a noi dal 2015 – spiega Matteo Mainardi, coordinatore della campagna per l’eutanasia legale dell’associazione Luca Coscioni – è il momento di una legge che tuteli il diritto dei malati terminali a una morte dignitosa, con il supporto di medici e psicologi».